«Per evitare una lacuna di finanziamento è urgente che la Confederazione conceda ulteriori fondi per il traffico regionale viaggiatori. Altre opzioni sono irrealistiche e pericolose per le imprese di trasporto, che già oggi sono in difficoltà e hanno costi scoperti elevati», afferma il vicepresidente del SEV Christian Fankhauser. Attualmente i costi vengono sostenuti per metà dalla Confederazione e per metà dai Cantoni. Il SEV non si aspetta che i Cantoni coprano le risorse mancanti. I tagli si tradurrebbero in un peggioramento delle condizioni di lavoro e dell’offerta, soprattutto nelle regioni periferiche e finanziariamente più deboli. Per Christian Fankhauser una cosa è chiara: «È una situazione molto rischiosa. Fare considerazioni di politica finanziaria a breve termine mette a rischio il funzionamento dei trasporti pubblici a lungo termine».
Conseguenze negative per sicurezza e clima
Meno personale sui treni e nelle stazioni significa meno sicurezza per i viaggiatori. Il personale è importante anche per quanto riguarda la qualità dei trasporti pubblici, ad esempio se si pensa alle persone di riferimento e a quelle a cui i viaggiatori si rivolgono per avere informazioni. Le misure di risparmio sono anche un ostacolo al raggiungimento degli obiettivi climatici perché non invogliano le persone a utilizzare i trasporti pubblici. Se ciò non bastasse, con le sue proposte di risparmio, il Consiglio federale mette a rischio anche la strategia ferroviaria a lungo termine «Prospettiva FERROVIA 2050».
Petizione e sostegno dei Cantoni
Insieme ai sindacati VPOD e Syndicom, il SEV ha presentato una petizione con oltre 6000 firme di dipendenti dei trasporti pubblici per chiedere l’annullamento delle misure di risparmio. Diversi parlamenti cantonali hanno già approvato risoluzioni a sostegno di questa richiesta. Anche la Conferenza dei direttori cantonali dei trasporti pubblici (CTP) ha chiesto al Consiglio federale di rinunciare alle misure di risparmio nel traffico regionale viaggiatori.