A inizio anno, durante una visita nella regione, l'allora CEO di FFS Cargo Nicolas Perrin aveva assicurato che il deposito di Goldau avrebbe mantenuto tutta la sua ragione di essere. La comunicazione aveva suscitato un grosso sospiro di sollievo, in quanto smentiva le voci di chiusura del deposito, tranquillizzando così i dipendenti che qualche anno prima avevano dovuto trasferirsi da Erstfeld a Goldau.
Qualche mese dopo, arriva una nuova inversione di rotta: i CEO delle FFS e di FFS Cargo sono stati sostituiti e, improvvisamente, le direttive della divisione Infrastruttura non dovrebbero più permettere le fermate a Goldau. «Sorgono inevitabilmente delle domande. A quanto pare manca la pazienza di verificare lo svolgimento dell’esercizio nell'ambito del regolare funzionamento delle opzioni della NTFA», afferma il segretario sindacale SEV Philipp Hadorn, che cura le relazioni con Cargo.
Il 9 novembre 2020, a margine di un incontro al vertice chiesto dal SEV per discutere le esagerate richieste di risparmio presentate da FFS Cargo, la direzione aveva esposto alla delegazione SEV anche le nuove prospettive per il deposito di Goldau. Il SEV ha immediatamente chiesto la convocazione di una tavola rotonda. «Il nostro obiettivo è di valutare possibili alternative e se le misure prospettate sono realmente efficaci», spiega Philipp Hadorn. Il SEV ha quindi presentato un lungo elenco di domande, che ha evidentemente generato ritardi nel coordinamento della Tavola rotonda da parte di FFS Cargo.
«Per il SEV, una cosa è chiara: l'attività di trasporto merci non deve essere compromessa dalle esigenze operative di Infrastruttura, a spese di FFS Cargo e dei suoi collaboratori», sottolinea Hadorn. «Non è un caso che, solo poche settimane fa, il nuovo CEO delle FFS abbia ordinato una sospensione di questo progetto. Questa decisione rischia di minare la grande fiducia in Vincent Ducrot. Il coraggio di correggere decisioni sbagliate può però permettere ad un manager di ripristinare la fiducia in lui. È quanto ci auguriamo anche per i dipendenti di Cargo, già tormentati a sufficienza da continue incertezze», commenta Philipp Hadorn.
La questione non finisce qui.
Ulteriori informazioni:
Philipp Hadorn, segretario sindacale SEV, 079 600 96 70