Riguardo al contributo del proprio personale, la BLS si limita a comunicare che nel quadro del programma di riduzione dei costi "Gipfelsturm", sono stati soppressi 22 posti di lavoro, la maggior parte dei quali attraverso "naturali fluttuazioni". Occorre piuttosto ricordare che a causa di queste misure di risparmio, almeno quattro collaboratori hanno perso il lavoro e hanno dovuto trovare un'altra sistemazione. Il sindacato ha dovuto esercitare una chiara pressione affinché soluzioni interne fossero prese in considerazione; in parte l’ azione sindacale ha avuto l'esito sperato.
Nel sua comunicazione, la BLS omette soprattutto di precisare che nel quadro del "riposizionamento" della propria filiale BLS Cargo, circa sessanta collaboratori - in buona parte macchinisti - hanno perso il loro posto di lavoro e hanno dovuto lasciare l'azienda; un piano sociale negoziato con il sindacato ha regolato i termini.
BLS non spende neppure una parola sul fatto che le misure di risparmio hanno preteso dal personale dei settori interessati, maggiore produttività e ore supplementari, il tutto in un quadro di massima flessibilità, che continua a persistere. È ovvio che i programmi di risparmio nel personale causano sempre insicurezza e paure legate alla soppressione di impieghi. Il tasso di fluttuazione è di conseguenza aumentato, generando a sua volta un accresciuto bisogno di reclutare personale che deve poi essere inserito. Il risultato di questa operazione è una perdita di competenze.
Non è stato neppure fatto notare, infine, che il buon risultato di esercizio è stato ottenuto solo grazie a personale fedele e competente. Il SEV è persuaso che al personale si debba riconoscere questo fattivo contributo e che debba essere ricompensato di conseguenza. Un gesto affinché la BLS possa migliorare la propria attrattiva sul mercato, che recentemente ha perso smalto.