«Fedele alla sua reputazione, poco dopo il suo insediamento l’abile CEO Dieter Vranckx ha avviato misure di riorganizzazione senza andarci troppo per il sottile», afferma il presidente di SEV-GATA e segretario sindacale SEV Philipp Hadorn. «Durante la crisi del coronavirus, il tecnocrate Dieter Vranckx ha commesso grossolani errori di valutazione. Contrariamente a tutte le dichiarazioni d’intenti, e nonostante i grossi sacrifici sostenuti durante la crisi, è stata attuata una rigorosa riduzione del personale. Il licenziamento collettivo nel 2021 è stato un grave errore, ha causato una carenza considerevole di organico durante la ripresa dei voli e ha costretto il restante personale a svolgere ore su ore di lavoro supplementari piegandosi a una flessibilità inaccettabile».
La carenza di personale in numerose funzioni ha gravato pesantemente su molti collaboratori, mentre Swiss otteneva risultati finanziari eccezionali – ai quali il personale ha potuto partecipare soltanto in misura limitata. Questo ha suscitato in molti frustrazione, incomprensione e una notevole alienazione dalla direzione. «Durante il mandato di Vranckx, la qualità del partenariato sociale non ha potuto progredire, anzi: le tensioni sono culminate alla fine del 2023 con un’interruzione delle trattative salariali per il 2024, giacché la direzione di Swiss non aveva la minima intenzione di coinvolgere adeguatamente il personale nei risultati record che saranno pubblicati a giorni», osserva Philipp Hadorn. Contrariamente a quanto comunicato da Swiss, il CCL per il personale di terra attualmente in vigore non è stato negoziato e non è entrato in vigore durante il mandato di Vranckx, bensì ancora nell’era del suo predecessore.
SEV-GATA si aspetta che il nuovo CEO tenga debitamente conto degli interessi della piazza produttiva svizzera e dell’aeronautica del nostro Paese anche nell’attuale riorganizzazione del gruppo Lufthansa e sia quindi all’altezza della fedeltà dimostrata dai collaboratori – e del ripetuto sostegno all’azienda da parte dello Stato, ergo: dei contribuenti. «Inoltre, è importante vivere finalmente il partenariato sociale secondo i criteri svizzeri, vale a dire condurre trattative su un piano di parità tra partner con pari diritti», afferma Hadorn. «Se lo stile di gestione non cambierà, allora anche il sindacato adotterà lo “stile nordico” dell’escalation per la tutela dei propri interessi».