«Non è tollerabile che le perdite causate dal Covid debbano essere pagate da conducenti di autobus, assistenti alla clientela, personale addetto alle pulizie, manovratori o macchinisti. Tutti/tutte dipendenti che, causa pandemia, effettuano già prestazioni straordinarie, anche solo per garantire l’esercizio», ribadisce Giorgio Tuti. I casi di malattia e quarantena stanno nuovamente aumentando anche tra il personale dei trasporti e alcune aziende hanno dovuto ridurre l’offerta. «Se già in condizioni normali il personale scarseggia, con la pandemia si raggiunge ben presto il limite», prosegue Tuti. «Perciò è importante disporre di un organico sufficiente. Non si può chiedere ai collaboratori e alle collaboratrici di sacrificare continuamente giorni liberi per sostituire le persone in malattia. La tutela della salute ha la priorità assoluta, anche rispetto alla garanzia dell’offerta» .
Inoltre stanno per essere ripristinate misure di protezione come il divieto di vendita dei biglietti sugli autobus, il blocco della porta anteriore, l’installazione di pannelli in plexiglas ecc.
Un rapido aiuto federale è essenziale anche per il traffico a lunga percorrenza
Il pacchetto di aiuti del Parlamento non riguarda il traffico a lunga percorrenza, che in quanto colonna portante del traffico ferroviario non può risultare indebolito dalla crisi da Coronavirus se si vogliono raggiungere gli obiettivi climatici nel settore dei trasporti. «Il traffico a lunga percorrenza deve essere finanziato tempestivamente e in modo duraturo, ma non sulle spalle del personale», esorta Giorgio Tuti. Il SEV esaminerà con attenzione la soluzione annunciata dal Consiglio federale.