In tutta la Svizzera, più di 300.000 persone hanno partecipato alla giornata di sciopero femminista. La partecipazione è sì stata inferiore rispetto al 2019, ma la parità è ancora lontana dalla realtà e la grande mobilitazione del 14 giugno 2023 dimostra una volta di più che le persone sono stufe. Stufe di questa situazione nella quale la disparità salariale è ancora realtà, il lavoro delle donne, spesso invisibile, non è adeguatamente riconosciuto, la povertà tra le pensionate è in aumento e resta ancora moltissimo da fare contro la violenza di genere e l’omotransfobia.
È purtroppo un dato noto che il reddito delle donne in Svizzera è in media del 43,2% inferiore a quello degli uomini (Gender Overall Earnings Gap nel 2018 secondo BFS). Un divario dovuto a vari fattori e che convertito in una giornata lavorativa di otto ore (8-12/13-17), porta a una differenza differenza di 3 ore e 27 minuti, il che significa che le donne lavorano gratis dalle 13.33 in poi!

Molte strade della Svizzera si sono quindi tinte di viola il 14 giugno, dalla Romandia alla Svizzera tedesca, e anche il Ticino non è stato da meno. Alle 17.30 infatti migliaia di persone si sono ritrovate in Piazza del Sole per dar vita ad un lungo e folto corteo colorato e rumoroso che si è snodato per le vie della capitale fino a Piazza Governo dove si sono tenuti i discorsi dal palco, seguiti dai concerti


A Losanna una delegazione di assistenti alla clientela della nuova sezione ZPV di Losanna-Sion e Ginevra ha inaugurato un distributore di assorbenti igienici nei bagni della sala pausa della stazione (vedi foto a destra). L’obiettivo era di attirare l’attenzione sulle difficoltà finanziarie e pratiche che le donne incontrano nel procurarsi un assorbente o nel cambiarlo con sufficiente regolarità. Quando si è in treno o in autobus, sapere che nella sala ristoro c’è un distributore di protezioni sanitarie può essere un vero sollievo.
Veronica Galster



























































